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Le case, prima delle chiavi

Cinquanta appartamenti ancora da costruire. Le persone, le scelte e l’esperienza che hanno dato forma al progetto.

Plastico del progetto Residenze Giulia
Residenze Giulia · Il progetto d’insiemeFoto: m.i. · 2012
50appartamenti
2palazzine
2012il progetto
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Una stretta di mano

Avevo ventitré anni quando aprii il mio primo ufficio. Ero ancora indecisa se proseguire gli studi universitari e diventare avvocato oppure dedicarmi all’attività immobiliare. Il giorno della firma Roberto Barbato mi strinse la mano e disse: «Benvenuta». Ricordo ancora il calore di quel gesto, il senso di appartenenza e la fiducia che mi trasmise.

Il buon legname

C’era poi Nello D’Angelo, il mio team manager. Quel giorno mi regalò un quadro con una frase attribuita a J. Willard Marriott: «Il buon legname non cresce facilmente… più forte è il vento e più robusto è l’albero». Sopra aggiunse il suo autografo. Per me fu come ricevere la firma di un divo: lo ammiravo moltissimo. Quel quadro lo conservo ancora. Nei momenti difficili mi ha ricordato che la forza si costruisce affrontando le responsabilità.

Un albero nel paesaggio
Il buon legname non cresce facilmente — un pensiero che accompagna il percorso

Gli uffici, le squadre, gli anni della crescita

Al primo ufficio ne seguirono altri. Ogni apertura significava conoscere un territorio, studiare il mercato, formare collaboratori, organizzare il lavoro e guadagnare la fiducia dei clienti. Le giornate iniziavano alle otto e mezza del mattino e spesso terminavano alle nove di sera, quando andava bene. Altre volte si faceva anche più tardi. Dal 1994 al 2013 il mio percorso si sviluppò nell’ambito dei marchi Tecnocasa e Tecnorete. Furono anni di crescita professionale, nei quali imparai a unire iniziativa commerciale, organizzazione e attenzione alle persone.

Prima delle pareti, le persone

Nel 2012 mi fu affidata la commercializzazione di cinquanta appartamenti distribuiti in due palazzine, all’interno di un intervento più ampio ad Aprilia. Davanti al plastico di Residenze Giulia immaginavo le famiglie che un giorno avrebbero abitato quelle case. Conoscevo le richieste del mercato locale: proposi al costruttore di rivedere l’equilibrio fra bilocali, trilocali e quadrilocali. La proposta fu accolta e recepita nei progetti definitivi. L’esperienza maturata ascoltando i clienti poteva finalmente contribuire a dare forma agli spazi prima ancora che venissero costruiti.

La casa prendeva forma anche in ufficio

Gli appartamenti erano ancora in costruzione. In ufficio lavorava con noi un architetto che seguiva le modifiche dei tramezzi, aiutando gli acquirenti a valutare soluzioni più vicine alle loro esigenze. Li accompagnavamo anche nella scelta dei materiali e delle finiture. Mi piaceva osservare come un appartamento, inizialmente soltanto un disegno, cominciasse a diventare la casa di qualcuno.

Cantiere di Residenze Giulia e cartellone pubblicitario del 2012
Residenze Giulia · Il cantiere e la comunicazione dell’epoca (2012)
La fotografia del 2012 mostra il marchio Tecnocasa, sotto il quale operavo allora: è una testimonianza di quella fase della mia esperienza professionale, non un riferimento all’attuale attività di ClouCasa.Foto: Autuori & Carletti · 2012

Conoscere il progetto, saperlo raccontare

Raccolsi le informazioni del costruttore e dell’ingegnere e rielaborai il capitolato per la presentazione commerciale. Realizzammo grandi cartelloni pubblicitari, di circa dieci metri per dieci, che rendevano il cantiere riconoscibile. La conoscenza del territorio mi portò inoltre a elaborare una proposta di convenzione rivolta allo Stato Maggiore della Difesa, in considerazione della presenza di personale militare e della vicinanza a Pratica di Mare.

Il nome di una bambina

Il costruttore scelse il nome Residenze Giulia in omaggio alla sua nipotina. È un particolare che ricordo con affetto. Fra progetti, materiali e investimenti, quel nome custodiva un pensiero familiare: le case nascono dal lavoro di tante persone e poi accolgono la vita di chi le abita.

Le radici e le nuove strade

Quando ripenso a Residenze Giulia, ricordo i cinquanta appartamenti, le scelte condivise con gli acquirenti e il lavoro che precedeva le chiavi. Ricordo anche la ragazza di ventitré anni, la stretta di mano di Roberto, il quadro di Nello, gli uffici e le squadre. Oggi, con ClouCasa, porto con me tutto ciò che ho imparato. Non considero il passato un luogo nel quale tornare, ma le fondamenta dalle quali continuare a crescere. E una casa, proprio come un albero, ha bisogno di radici solide per accogliere tutto ciò che verrà.

Maria Ippoliti, ritratto in bianco e nero

Le esperienze di ieri sono le fondamenta del lavoro che porto avanti oggi.

Maria Ippoliti
ClouCasa

Foto: n.v. · 2019